7 novembre 2013

Ecommerce in Italia nel 2013


L’E commerce in Italia, nonostante la crisi, sta attraversando un periodo di crescita. Dal 2006 al 2013[1]  le vendite, nella tabella espresse in milioni di euro, sono duplicate. Nel nostro paese è uno dei pochi settori in crescita esponenziale, sia grazie ad un maggiore fiducia degli utenti verso la sicurezza del pagamento del commercio elettronico, sia per l’aumento dei web store, di aziende più o meno famose. L’ecommerce in Italia è oramai una realtà consolidata, anche se ancora deve arrivare alla sua piena maturazione, sia in termini di fatturato, che in termini di consumatori coinvolti.[2] 





Dall’analisi di Netcomm, nel settore dell’e-commerce è ancora il turismo a farla da padrone, seguito dall’abbigliamento online e l’assicurazioni, soprattutto per quanto riguarda le assicurazioni auto online. Anche il reparto di informatica ed elettronica, con la crescita degli app store, ha subito un buon incremento.




Nonostante questa repentina crescita, l’ecommerce in Italia non ha ancora avuto quella maturazione già in atto nei più importanti paesi europei. Come si può vedere dalla tabella, nonostante l’Italia sia uno dei paesi più ricchi d’Europa, genera soltanto il 4% del fatturato e-commerce europeo.



Perché in Italia l’ecommerce ancora non è esploso?

1)Motivi culturali: Il commercio elettronico è visto ancora con diffidenza, soprattutto da quelle fasce di popolazione in età avanzata(l’età media italiana è molto più alta rispetto al resto d’Europa), poco inclini al cambiamento di abitudini. Sia per quanto riguarda i consumatori, che i proprietari delle aziende.

2)Motivi di carattere strutturale: La forte presenza di micro-piccole-medie imprese che non possono avere la lungimiranza di una grande impresa, senza contare che spesso non possiedono i mezzi, il tempo, le conoscenze e le forze per immettersi in un settore completamente nuovo.

3)Ritardo tecnologico: Sicuramente la bassa diffusione di internet rispetto ad altri paesi frena la crescita dell’ecommerce in Italia.

Le motivazioni in percentuale, secondo lo studio Netcoom dei consumatori:   

1)Bisogno di toccare la merce(40%)
2)Attaccamento al pagamento in contanti(31%)
3)Timore verso il pagamento online(31%)
4)Timore di non ricevere il prodotto(27%)
5)Paura che il recesso sia complicato(26%)

Perché l’e-commerce è il futuro?

1) Perché permette alle aziende di abbattere i costi, dovuti alla distribuzione e al magazzino. L’azienda non deve fare necessariamente magazzino, ma può programmare la sua produzione in base al venduto. Senza considerare poi l’assottigliarsi dei costi di distribuzione, che si ridurrebbero alle sole spedizioni(i costi dovuti ai negozi sparsi su tutto il territorio infatti andrebbero a sparire).

2) Perché permette al consumatore di poter visionare tutte le offerte, comparare facilmente i prezzi e la qualità dei prodotti di diverse marche, con un dispendio di tempo inferiore. Tra l’altro il prezzo del prodotto tende ad abbassarsi visti i minori costi sopportati dall’azienda.

L’ecommerce è il futuro in Italia, all’estero è già il presente. Un mercato italiano con grandi possibilità, visto soprattutto il divario tra coloro che navigano, cioè 38 milioni, il 63% della popolazione totale, e coloro che acquistano online, che si aggira intorno all'11%.

[1] I dati del 2013 sono previsioni
[2] Tutti i dati sono stati forniti dalla società Netcoom 

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