29 maggio 2013

Elezioni comunali a Roma 2013: Vince il M5S, perdono PD e PDL

Nelle comunali romane del 2013 la fa da padrone, più che un partito, l’astensione che arriva a poco più del 47%.

Il candidato più forte sembra essere Ignazio Marino, che come candidato sindaco è riuscito ad ottenere quasi più di 80.000 voti rispetto alle liste a lui collegate, contro i solo 30.000 di Gianni Alemanno e i 19.000 di De Vito del Movimento 5 Stelle.

Se consideriamo anche le forti critiche piovute sulla gestione Alemanno e la forza delle liste rimaste fuori dal ballottaggio che si sono sempre schierate contro il sindaco ex-AN(nel 2008 le liste rimaste fuori dal ballottaggio tra Rutelli ed  Alemanno erano la Destra di Storace e l’UDC di Casini che avversavano molto di più il primo rispetto al secondo, non solo dal punto di vista ideologico), sarà quasi sicuramente Ignazio Marino il prossimo Sindaco di Roma. Ma chi tra le liste principali ha perso terreno?

Se consideriamo le elezioni del febbraio 2013, Regionali e Camera(il Senato è escluso visto che non possono votare gli under 25), tutte le liste principali hanno diminuito la loro forza.  Per semplicità considererò nella mia analisi soltanto i voti delle regionali a confronto con le ultime comunali, visto che è la situazione più vicina a quella attuale, con un candidato di sinistra forte e accreditato come probabile futuro vincitore(Zingaretti - Marino), una formazione di centrodestra screditata dagli scandali della sua ultima gestione e per questo data come sicura perdente alle prossime elezioni, un candidato del M5S abbastanza anonimo, la minor influenza di Grillo rispetto alle politiche sull'elettorato, ed infine la natura localista delle elezioni stesse.

Se andiamo a confrontare i vari dati tra le regionali e le comunali che si sono svolte a maggio, notiamo che rispetto alle regionali la coalizione di centro sinistra perde quasi 300.000 (-39%), quella di centrodestra il 17%(quasi 70.000 voti)mentre il M5S quasi 200.000 voti(-59%).

Se andiamo però a fare un raffronto con le comunali del 2008, ai tempi in cui il M5S non c’era(si chiamava “Amici di Beppe Grillo”) e si scontravano Alemanno, il nuovo, contro Rutelli, il vecchio, la situazione risulta completamente diversa. Vediamo come Alemanno abbia perso ben 28 mila voti(-47%)e il centrosinistra quasi 30 mila(-41%), a tutto vantaggio della forza politica ispirata alle idee di Beppe Grillo, che ottenendo 90 mila voti in più è riuscita a triplicare la sua forza.

Per fare un analisi approfondita e seria non si può quindi non considerare l’uno o l’altro dato, ma bisogna dare spazio sia ai dati più vicini dal punto di vista temporale, che dal punto di vista logistico.

Sostanzialmente il M5S non subisce una decrescita della propria forza, poiché non si possono raffrontare senza alcuni dubbi o riserve i dati delle regionali con quelli delle comunali(con logiche e rapporti clientelari e politici diversi tra loro), mentre è possibile fare, senza alcun problema, un raffronto storiografico delle  varie elezioni comunali. In 5 anni il Movimento 5 Stelle triplica i propri voti, a differenza di PD e PDL che sono invece i partiti più colpiti dall'astensionismo.

Ma è proprio la questione dell’astensionismo che ci porta al confronto tra comunali e regionali. Nelle regionali il Movimento 5 stelle era riuscito ad intercettare tutti gli elettori delusi degli altri partiti. 

Quegli stessi elettori che ora non è riuscito a convincere, vuoi per vicissitudini locali legate al movimento romano, vuoi per gli episodi nazionali. Il M5S non perde terreno, semplicemente perde la presa su quella massa di astensionisti che compone il nostro paese, considerando il movimento non come rivoluzionario ma come uguale agli altri o incapace di risolvere la situazione attuale, di dare una svolta. Una flessione comunque prevedibile, sia per l’immobilismo parlamentare a cui il M5S è costretto ideologicamente, sia per il fatto che si tratta di un partito nuovo, senza una radicamento nel territorio, senza una storia dietro e senza una massa di elettori fedeli al 100%, su cui invece possono contare PD e PDL.

Le tabelle con tutti i dati:




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