20 aprile 2013

2013: La rielezione di Giorgio Napolitano - la vittoria di Berlusconi e la Terza Repubblica

Bersani è sfiduciato dal suo stesso partito ma non la sua linea politica, Marini o Napolitano significa comunque "governo della larghe intese" (PD+PDL). Berlusconi che un anno e mezzo fa era finito, ora la fa da padrone, passando dall'opposizione al governo, risultando oltretutto il partito più forte(viste le probabili scissioni nel PD). Il M5S non solo ha perso l'occasione di far eleggere Rodotà al 3°, 4° e 5° turno(magari concedendo una fiducia "a tempo" al PD)marciando sulle macerie di "quel che fu il Partito Democratico"(Berlusconi invece ne ha approfittato)ma è anche riuscito a consegnare il paese a Berlusconi, invece di cavalcare l'onda. 700 voti è la maggioranza(PDL-LEGA-parte del PD-FI-Scelta Civica), 300 i voti di minoranza(SEL-M5S-resto del PD). 

Un governo di destra, nonostante il voto degli elettori, che hanno palesemente sfiduciato il centrodestra alle elezioni.

Stavolta, come mai prima, l'elezione del nuovo capo dello Stato tracciava la via per la formazione del governo, o il M5S+PD(Rodotà)o PD+PDL(Marini o Napolitano), con un Partito Democratico sempre più accerchiato e debole, privo non solo di un leader carismatico, forte e con la situazione in mano, ma  anche con una classe dirigente veramente miope.

Il vero problema del PD inizia con le primarie. Dar vita alle primarie anche per i singoli candidati al Parlamento, mantenendo però una struttura di partito completamente verticale e settoriale, senza avere una leadership forte e con tante correnti(dalemiani, renziani, bersaniani, popolari, ecc..), ha dato vita all'elezione nelle file del Partito Democratico alla Camera e al Senato, di deputati e senatori non in linea con il leader Bersani

Due i possibili scenari che ora si prospettano. Quello più probabile della larghe intese, visto che andare al voto oggi significa per PD&PDL consegnare il paese al M5S, fino a quando la situazione sociale e politica non cambi(e il coltello dalla parte del manico è del PDL), oppure Napolitano scioglie il Parlamento e si indicono nuove elezioni. Personalmente penso che si andrà a votare solo sé Berlusconi penserà di poter vincere. Fatto che potrebbe avvenire anche senza la formazione di un nuovo governo, visti i tempi lunghi di insediamento del "nuovo" Presidente della Repubblica, che si dimetterà il 15 maggio e otterrà il nuovo incarico il giorno dopo. Perciò fino al 16 maggio Napolitano non può sciogliere le Camere, atto che il "nuovo" Presidente della Repubblica vuole evitare a tutti i costi.

L'unica cosa certa è che il vero vincitore è di nuovo Berlusconi. Aveva ragione Corrado Guzzanti nei panni di Francesco Rutelli: "il paese non è di sinistra o di destra, il paese è di Berlusconi".

Nonostante ancora non sia iniziata la Terza Repubblica, sta già prendendo una fisionomia ben definita. Da parlamentare a Presidenziale, assetto che può risolvere le croniche crisi parlamentari, viste le divisioni microscopiche di cui è affetto il nostro sistema politico, che invece di semplificarsi, come nel modello  bipartitico anglosassone, tende alla frammentazione.



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