17 marzo 2013

Marta Grande non è come Oscar Giannino

In questo articolo non è mio interesse attaccare l'onorevole Marta Grande, ne entrare approfonditamente nel merito della questione. Ma è una semplice riflessione sul mondo del web, sul binomio internet - democrazia, partendo da questa vicenda.

Partiamo dal fatto del giorno. E' evidente a tutti che un corso di 63 credit hours (una laurea triennale ne prevede il triplo, cioè 180)ed un Master di un'anno(mi risulta che sia questo il Master a cui l'onorevole Grande ha partecipato)  non possono essere equiparati ad una laurea triennale. Ma questo non è certo una colpa della signorina Grande, che anzi è completamente in regola, visto che sta conseguendo una laurea magistrale all'Università degli Studi di Roma Tre(che necessariamente richiede il possesso di una laurea triennale). 

Perciò effettivamente quei titoli sono stati conseguiti ed uniti insieme sono riconosciuti validi legalmente come una qualsiasi laurea triennale conseguita in Italia. 

Terminato questo discorso, passiamo ad un'altra questione, quella sulla perfetta informazione e trasparenza. 

Sinceramente dal curriculum scritto sulla pagina del Movimento 5 Stelle dall'onorevole Marta Grande le informazioni sono decisamente imprecise e fuorvianti, ma di certo non false! Proprio perché è un curriculum di presentazione, proprio perché non era un personaggio noto al pubblico e sezionato fino al midollo dalla stampa, la neo-deputata aveva il dovere di essere più precisa, essendo tale documento determinante per il voto nelle primarie grilline. 

Perché non scrivere "Bachelor of Art" (o diploma universitario)? Citare il corso a Pechino subito dopo i titoli accademici non potrebbe aver ingannato i lettori? Due righe in più si potevano di certo spendere per spiegare meglio la sua situazione ed il suo ciclo di studi? Non era meglio scrivere che il master era di primo livello e serviva per integrare il diploma universitario conseguito negli Stati Uniti? Non si può certo accusarla di falsità, per carità, ma di certo di imprecisione. Ed è proprio questo che mi ha fatto sorgere delle domande non tanto su di lei, ma sul web.

Quanti, come me, leggendo il suo curriculum hanno pensato che avesse già due lauree complete( quella a Roma Tre, in pratica, è praticamente quasi conseguita )? Quanti l'avrebbero votata sapendo realmente la valenza dei titoli dell'Onorevole Grande

Il curriculum di Marta Grande, se andiamo a vedere i fatti, non ha niente di così eccezionale, ma anzi rientra negli standard dello studente medio italiano(fatto che comunque costituisce un merito, anche se non fa di lei l'eccellenza della nostra società), che sta finendo regolarmente il suo ciclo di studi universitari. Ma quanti hanno realmente capito tutto ciò leggendo il suo curriculum? Se poi, come malignamente qualcuno ha sostenuto, queste imprecisioni siano frutto di un piano studiato e non di un semplice sbaglio in buona fede, questo lo lascio giudicare a voi, ma di certo nessuno può avere la risposta se non lei. Fino a prova contraria si tratta di errore di imprecisione, e non certo di "oltraggio alla morale".

Finisco con la riflessione che volevo fare sulla rete. La tanta decantata democrazia del web mostra propri in questi episodi la sua fallacia. La colpa in prima istanza non ricade sul singolo, ma sulla massa che ha votato una persona, non conoscendo minimamente la sua storia, non chiedendo una maggiore trasparenza sui suoi titoli, non andando ad approfondire su chi realmente stava andando a votare. Perché il web non è un portatore sano di democrazia, SIAMO NOI I PORTATORI SANI DI DEMOCRAZIA. Il web al massimo è uno strumento, che spesso fa esplodere i peggiori bubboni della nostra società, quelli più populisti, ignoranti e razzisti. Perché in rete girano tante di quelle notizie false che spesso sembrano vere alla maggior parte degli utenti. 

Attivarsi politicamente tutti i giorni, sviluppare spirito critico sui fatti quotidiani e sugli aspetti più generali della nostra società, senza prendere tutto per buono, ma ponendosi sempre delle domande, senza pensare di avere la verità in tasca, aprendosi al confronto. Sono questi gli aspetti che danno vita ad una società più sana, maggiormente democratica e giusta, oltre che moralmente più retta. 

Non di certo il votare una volta ogni 2-3-4-5 anni(in Italia è abbastanza variabile la durata di una legislatura), non è di certo con la logica della rappresentanza che mette il cuore in pace il cittadino di aver fatto il proprio dovere con una crocetta, come se infilare un pezzo di carta in un'urna sia un'impegno cosi oneroso. Anche la tanto decantata partecipazione dei cittadini nel M5S non esiste. Se andiamo a vedere alla fine gli iscritti ai meet-up sono 84.000, più altri 27.000 interessati. Anche ipotizzando che tutti siano attivi all'interno(fatto comunque inverosimile)dove sono gli altri 9 milioni di cittadini che hanno votato il M5S? Dove è questa larga partecipazione? Non che gli altri partiti non abbiamo questi problemi.

Se all'interno del M5S ci fosse stata una maggiore richiesta di trasparenza questo non sarebbe accaduto, cosi come dagli utenti che l'hanno votata, o dai lettori che incuriositi si sono andati a leggere il suo curriculum senza verificare le notizie riportate(ed io faccio parte di questa categoria). Se c'è un colpevole, di certo neanche noi siamo innocenti.


La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero,

LIBERTÀ' E' PARTECIPAZIONE!!!!



5 commenti:

  1. Condivido a pieno questo tuo pensiero.
    e' buffo sai? come la libertà sembra quasi non essere più un'esigenza... La voglia di cambiare c'è, ma fatica ad emergere...è come se fosse soffocata dal torpore di una società tecnologica. Questo è, il tipo di progresso che ha involuto l' homo sapiens "de noi altri"... quell' uomo sempre pronto alla superficialità ed al distaccamento, quello inconsapevole e apatico. E' chiaro dunque che informazioni preziose, come quelle sui nuovi parlamentari, passino male-osservate! Il tenere la testa china sui nostri i-phone ci ha smarriti... persi nella virtualità di una vita che non è NOSTRA davvero. Ciò Lo dimostra il poco stupore di fronte agli scandali, l' inerzia nel rispondere, la mancanza di principi indiscutibili come la l'uguaglianza, la giustizia. Sono convinta che le persone non siano neppure capaci più di definire parole fondamentali come la libertà, io stessa cito, per semplificarmi, Cicerone: " la libertà non consiste nel' avere un buon padrone, ma nel non averne affato". Ci accorgiamo di questo? di ragionare con la propria testa? di parlare con il proprio cuore? Mi chiedo? accadrà nuovamente che l'uomo ricominci a camminare sulle due zampe, a riscoprire il cielo, e tutte quelle creature simili con le quali ne condivide la bellezza? Forse in quell'attimo riscoprirà il sapore della condivisione, la partecipazione, il SUDORE, che ne riscriverà la sua storia. La libertà diventerà un esigenza, ed allora lì,si! che si sporcherà le mani!

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  2. 63 sono le credit hours, non sono ore di lezione ma crediti che sono un'unità di misura degli esami in america.

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    1. Su quello ho sbagliato io. Mea culpa. Ma la sostanza dell'articolo non cambia. Una triennale in italia considera 180 crediti totali. Cioé tre volte quelli citati da lei.

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    2. Cmq sia modifico subito...grazie per la segnalazione...

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  3. Certo che Marta non è come Giannino!

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