28 gennaio 2013

La Cina, leader della classifica mondiale sugli investimenti in energia rinnovabile






Sezione di un progetto più ampio: Energie rinnovabili in Cina: Analisi, storia, legislazione ed investimenti

Dall'inizio del nuovo millennio la Repubblica Popolare Cinese sta vivendo uno sviluppo vertiginoso, che ha portato ad un aumento annuo del 10% del P.I.L. ( 10 084 369 milioni di $ nel 2010), ad una crescita incredibile della popolazione che ha raggiunto la cifra record di 1.336 milioni di persone(stima del 2011), nonostante tutte le disposizioni governative per il contenimento delle nascite, e ad un innalzamento del P.I.L. pro capite, arrivato a 7.000 $ pro-capite(stima del 2011), un livello al di sotto degli standard dei paesi sviluppati ma che il governo nel 12° piano quinquennale si è ripromesso di innalzare il prima possibile (uno dei punti fondamentali del nuovo piano insieme allo sviluppo della “green economy” sul territorio cinese). Una crescita cosi vertiginosa, sia della popolazione (unita all'aumento del tenore di vita), sia del reparto industriale, ha determinato un aumento del consumo di energia (un consumo più che raddoppiato) soprattutto nei primi anni del 2000.

La produzione energetica interna cinese si basa essenzialmente sullo sfruttamento del carbone, grazie alle grandi riserve nel sottosuolo cinese, che copre nel 2011 quasi il 79% della produzione energetica della Cina, mentre il petrolio e il gas naturale, sfruttati soprattutto nei paesi occidentali, Europa e Stati Uniti, hanno un impatto minore, vista la scarsità di tale risorse sul territorio cinese (la produzione cinese di petrolio è intorno allo 0,9% della produzione mondiale con una previsione di esaurimento scorte tra una decina d’anni). Dal 2001 al 2010, in coincidenza dell’aumento del consumo energetico cinese si è visto un innalzamento di 2 punti percentuale della produzione delle energie rinnovabili rispetto al totale di produzione, con una forte predilezione per il settore idroelettrico, che ha visto un aumento nello stesso periodo del 160% e una quota sul totale della produzione che è passata dal 5,6% al 7,14%.

La necessità di far fronte ad un sempre più alto consumo di energia, dovuto all'aumentare della popolazione e del benessere sociale, e alla crescita industriale, la volontà di non dipendere in futuro dall'importazione di petrolio o dall'estrazione di carbone, hanno determinato una particolare attenzione del Governo cinese verso lo sviluppo delle energie rinnovabili, che vede in questo una sfida cruciale per il futuro del paese. Le politiche governative sull'energia rinnovabile hanno dato stimoli ed una maggiore sicurezza agli investitori sia cinesi che stranieri, dando vita ad una crescita senza precedenti degli investimenti sulle renewable energy  in Cina, spinti anche dalla crescente domanda di energia nel territorio.

E’ interessante notare come gli investimenti in Cina dal 2004 al 2011, crescano più rapidamente degli investimenti mondiali, sintomo dell’attenzione della politica governativa nello sviluppo delle energie rinnovabili del paese e dell’alta attrattiva degli investimenti esteri ed interni nel mercato delle energie rinnovabili in Cina, per i motivi sopracitati. Non a caso, mentre nel 2009 si vede una flessione degli investimenti mondiali, la Cina ha visto un aumento del 54% degli investimenti. Sempre nello stesso anno notiamo una flessione generale con la riduzione del 40% circa degli investimenti negli Stati Uniti ed in Brasile, e del 10% in India. L’unica zona oltre alla Cina a non aver subito flessioni è l’Europa, che si deve però accontentare del solo 1,2% di aumento degli investimenti.

Ripartizione degli investimenti mondiali sulle energie rinnovabili in Miliardi di $
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
Totale
Stati Uniti
7,4
11,2
27,2
28,5
37,7
22,5
32,5
50,8
217,8
Brasile
0,4
1,9
4,3
9,3
12,7
7,3
6,9
7,5
50,3
Europa
18,6
27,7
37,4
57,8
67,1
67,9
92,3
101
469,8
Cina
2,2
5,4
10
14,9
24,3
37,4
44,5
52,2
190,9
India
2
2,9
4,7
5,6
4,7
4,2
7,6
12,3
44
Resto del Mondo
8,8
11,7
12,9
20,4
20,1
21,6
36,1
33,6
165,2
Totale
39,4
60,8
96,5
136,5
166,6
160,9
219,9
257,4
1138

Nello specifico, per quanto riguarda gli investimenti nei vari settori delle energie rinnovabili, nel 2011 si è data una maggiore preminenza per l’eolico, che si è aggiudicato il 60% degli investimenti, seguito dal solare, con il 25%. Anche nel 2009 l’eolico ricopriva la maggioranza dell’investimento, ben il 72%, mentre il solare solo il 9%. Infine l’ultima considerazione è sull'energia idroelettrica, uno dei settori che ha avuto più finanziamenti pubblici negli ultimi anni, con un aumento fino a 30 GW di potenza negli ultimi 4 anni, con tante installazioni, come la oramai famosa Centrale idroelettrica delle Tre Gole, la più grande del mondo, completata nel 2011.

E’ interessante analizzare le diversità di investimento sulle energie rinnovabili. Si nota come nel 2009 dei 37 Miliardi di $ investiti, 33 sono dedicati ad investimenti materiali, mentre solo 1,6 alle capitalizzazioni di nuove società attive nella ricerca e nello sviluppo delle energie rinnovabili, di cui 1,3 provenienti da capitali pubblici. Gli 1,3 Miliardi di $ sono gli stessi investimenti dedicati dai governi degli Stati Uniti e d’Europa, i leader nella ricerca sulle energie rinnovabili, insieme alla Cina, mentre sono gli investimenti in R&S privati con i 0,3 Miliardi di dollari investiti dalle imprese ad essere al di sotto della media europea e statunitense(1 Miliardo a testa). Un segno che la Ricerca e Sviluppo in Cina si fonda quasi totalmente sugli investimenti del settore pubblico. Il restante dei finanziamenti in Ricerca e Sviluppo sono dedicati a progetti di piccole dimensioni, a cui la Cina dedica storicamente poche risorse( per esempio nel 2011 sono stati dedicati a questi tipi di progetti solo 0,7 Miliardi di $, cioè l’1% delle risorse mondiali), a differenza di ItaliaGermania e Giappone.



Si deve inoltre dare uno sguardo alle peculiarità degli investimenti materiali. Infatti, la presenza irrisoria di venture capital e fondi di private equity rispetto alla preponderanza di Asset Finance è il segno che il settore dispone di pochi capitali a lungo termine per lo sviluppo ma ha forti flussi di liquidità dovuti a  concessioni di credito per il pagamento dei costi iniziali del ciclo aziendale, come macchinari e stipendi. Segno che il settore dell'energia rinnovabile è ancora all'inizio della sua fase di sviluppo e che senza il sostegno governativo questo non sarebbe possibile, visto che è il Governo Cinese che favorisce direttamente o indirettamente l'emissione di credito verso le società cinesi di energia rinnovabile. In caso contrario queste non potrebbero certo sostenersi.

Un’altra considerazione invece è la presenza minima degli investimenti per piccoli progetti, segno che la politica sulle energie rinnovabili viene determinata dai grandi piani realizzati dal governo centrale, e che nel settore vi sono aziende di notevole grandezza, con un ampia fetta di mercato, tipo la famosa Suntech, una delle più grandi produttrici mondiali di pannelli fotovoltaici.

Grazie alle necessità, alla struttura economica, alla politica governativa e al boom economico che sta vivendo, la Cina si è affermata in questi ultimi anni come leader nel settore delle energie rinnovabili, sia nel campo dei nuovi investimenti soprattutto nel settore idroelettrico ed eolico, della R&S, che della produzione di energia elettrica derivante dallo sfruttamento del vento, dalle centrali idroelettriche e dagli impianti geotermici(nel solare copre la 3° posizione mondiale sia negli investimenti che nella produzione data dallo sfruttamento dell’energia solare).

Il Governo cinese ha compreso da tempo come lo sviluppo e la produzione delle energie rinnovabili sia una delle sfide cruciali del futuro ed è disposto ad investire in tal senso, anche perché vari studi fatti da istituti governativi hanno rilevato come la Cina sia ricca di fonti rinnovabili. Essenzialmente sono due le ragioni della grande attenzione delle istituzioni cinesi verso lo sviluppo delle energie rinnovabili, la prima è dovuta a considerazioni di politica interna, poiché è l’unico modo per assicurare il fabbisogno energetico del sistema privato cinese, da una decina di anni in vertiginoso aumento, oltre che ad essere una grande opportunità dal punto di vista dell’evoluzione del sistema economico cinese, poiché, come ha sottolineato il Premier Wen Jiabao al “World Economic Forum” a Davos nel 10 Settembre del 2009, la Cina ha bisogno di trasformarsi da economia a basso costo ad una ad alta intensità tecnologica, e lo sviluppo della green economy può attrarre tecnologia e competenze necessarie allo scopo generale. Il secondo motivo è dato dalla possibilità di diventare leader nella produzione di un settore in continua crescita, con esportazioni in aumento, dando vita ad imprese nazionali con un futuro florido assicurato per molto tempo, investendo nella ricerca e sviluppo e nell'aumento della produzione per diminuire i costi delle energie rinnovabili.

Seppure la svolta politica governativa cinese verso la green economy degli ultimi anni non sia certo dovuta a considerazioni ecologiche ma prettamente economiche, questa è molto efficacie ed ha sicuramente dato un contributo decisivo nello sviluppo del settore privato cinese, anche se è molto lontano il tempo della sua maturazione, cioè il momento in cui saprà viaggiare con le proprie gambe e che sarà in grado di coprire almeno la metà del fabbisogno nazionale.

Questo articolo è un'estratto di un documento più ampio sulle politiche governative cinesi nel settore delle energie rinnovabili.

Dati presi principalmente dai documenti:

-"UNEP, “GLOBAL TRENDS IN RENEWABLE ENERGY INVESTMENT 2008 - 2009 - 2010 - 2011"
-"Ernst&Young, “Renewable energy country attractiveness indices”, 2012"

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