6 ottobre 2011

Boldi non hai capito niente della Spagna

Oggi pomeriggio ho avuto il piacere di parlare con una ragazza spagnola che ha deciso di trasferirsi in Italia.

Un scelta d’amore ma anche di opportunità. La profonda crisi spagnola non è ben compresa in Italia visto che viviamo ancora nel paese dei balocchi, anche se non sembra, in confronto a paesi come Spagna e Grecia.

Ritorno a casa, e mentre sto consumando la mia cena e facendo zapping con il telecomando, mi scopro a vedere uno dei più brutti film della storia, Olé di Massimo Boldi. Un film di luoghi comuni sugli spagnoli, dal flamenco al “Barbiere di Siviglia”. Una tristezza infinita, una caricatura sia degli spagnoli che degli italiani, rappresentati “degnamente” dallo stesso Boldi e Salemme, che pensano di parlare spagnolo semplicemente aggiungendo la “s” alla fine delle parole.

Sinceramente io non sono cosi. E quella non è la Spagna.

La Spagna è un paese in profonda crisi sociale ed economica. L’abuso di alcool e  il tasso di disoccupazione dei giovani è a livelli allucinanti. Le piccole e medie imprese stanno crollando sotto le richieste della riscossione dei mutui da parte delle banche(fenomeno velocizzato dalla profonda crisi internazionale), favorendo la grande impresa, spesso straniera. La gente è in mezzo alla strada e intere famiglie vivono mangiando alle mense Caritas. La legge non protegge più i lavoratori che possono essere licenziati senza alcun motivo(perché c è la crisi, dicono).  L’inflazione cresce come la distanza tra ricchi e poveri.  I giovani vengono assunti con stipendi da fame e molte famiglie sono costrette a "svendere" la propria casa per continuare a sopravvivere o per pagare i debiti. Per finanziare la crescita economica degli anni precedenti la Spagna ha venduto tutto alle multinazionali nazionali e straniere.

Vi ricorda qualcosa? L’Italia è ancora il paese dei balocchi…ma non è Eldorado.

Forse ha ragione Tremonti, che la Spagna è in ripresa, ma a quale prezzo? Il sangue della povera gente è stato e viene versato per l’efficienza e il profitto. Quando si parla di ripresa, si parla di crescita del P.I.L., non di un aumento del benessere della popolazione. Quello è solo un fattore secondario e non cercato.

Io non voglio che tutto questo accada nel mio paese. Non voglio che accada in nessuno parte del mondo. Non voglio più vedere occhi uguali a quelli della ragazza spagnola, con cui ho avuto il piacere di conversare stasera. Occhi felici di poter vivere una vita degna in Italia, ma tristi per aver lasciato il proprio paese in un baratro.

Urge un cambio di sistema, non solo politico, ma anche economico e sociale. Il benessere dell’uomo al centro del mondo.  Nessuno deve più essere PRIVATO di ciò che gli spetta per diritto.

Il primo uomo che, avendo recinto un terreno, ebbe l'idea di proclamare questo è mio, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i pali o colmando il fosso, avesse gridato ai suoi simili: «Guardatevi dall'ascoltare questo impostore; se dimenticherete che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, sarete perduti!»



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