2 maggio 2011

Primo Maggio. LA RAI METTE IL BAVAGLIO AI CANTANTI: NON SI PARLA DI REFERENDUM E DI VOTO



BANDABARDO': QUESTA E' CENSURA...

«Ci hanno fatto firmare una liberatoria per non parlare di referendum e non dare indicazioni di voto qui dal palco di San Giovanni. È una censura bella e buona», lo ha detto Erriquez, il leader di Bandabardò spiegando che «non siamo stati informati di quello che firmavamo perchè pensavamo si trattasse della normale liberatoria che si firma quando si va in televisione. Certo questo è anche un nostro errore ma in questo modo si impedisce la libertà di parola». Il cantante ha spiegato di essere stato informato della questione da Ascanio Celestini che a suo dire starebbe preparando una protesta formale. 



CELESTINI: ATTO GRAVE
«Quella contenuta nella liberatoria che ci hanno fatto firmare non è censura, è un'altra cosa. È una forma di autolimitazione, un tentativo di distrazione». Lo ha detto Ascanio Celestini subito dopo la sua performance sul palco del Concertone spiegando che «normalmente in tv non ti viene chiesto di firmare cose di questo tipo». Celestini ha spiegato che nella liberatoria si afferma prima che «non bisogna essere candidato, poi che non bisogna essere un soggetto politico. Poi si va in un crescendo continuo, si dice che non si può far parte di un comitato referendario. E poi c'è scritto esplicitamente 'mi asterro' da affermazioni, dichiarazioni o comportamenti che possano influenzare il voto dell'elettore o fornire indicazioni di voto e da qualsiasi riferimento ai quesiti referendari». Celestini ha spiegato di aver saputo solo oggi di questa liberatoria. «Non avrei detto molto di più di quello che ho detto sul palco - ha aggiunto - il mio pezzo riguardava la Repubblica romana che è uno dei momenti più alti della nostra storia. Avrei detto solo due cose in più all'inizio, perché bisogna raccontare non solo quello che c'è nella piazza, ma anche quello che c'è dietro la piazza, dove ci sono i banchetti per il sì al referendum per il nucleare e per l'acqua. Non mi sembra che avrei detto niente di pericoloso».



GINO PAOLI: ASSURDA LIBERATORIA

«È un controsenso, una dicotomia o meglio mi sembra una vera e propria contraddizioni in termini». Così il cantautore Gino Paoli interpellato nel backstage del concerto del primo maggio dove salirà per interpretare 'Va pensiero' in merito alla liberatoria fatta firmare dagli organizzatori agli artisti, nella quale si chiede di non parlare dei quesiti referendari e di non riferire le indicazioni di voto. Da parte loro, gli organizzatori fanno sapere che si tratta di una richiesta data dalla Rai e che vale non solo per il concertone ma per ogni trasmissione televisiva nel periodo di par condicio. Paoli spiega che è la prima volta che si esibisce al concertone di San Giovanni: «È una cosa pazza e come sempre io mi faccio coinvolgere dalle assurdità. Interpreterò 'Va pensiero' e questa è per me una vera sfida».



ORGANIZZATORI, LIBERATORIA RISPETTA LA LEGGE 
«Il contenuto della liberatoria che è stata firmata dagli artisti è quello previsto dalla legge». Lo ha detto l'organizzatore del Concertone, Marco Godano, spiegando che «è quello che si fa in tutte le occasioni come questa, perchè lo prevede la legge sulla par condicio». «Gli artisti che protestano sono persone che usano questo palco per i loro interessi e per farsi pubblicità - ha proseguito - questa non è una protesta contro il primo maggio semmai contro la par condicio». 


1 commento:

  1. forse qualcuno di voi ricorderà la censura a Elio una ventina di anni fa

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