31 gennaio 2011

KHARTOUM(Sudan), scontri tra polizia e studenti: un morto e 5 feriti

Manifestazioni di protesta anche a Khartoum, ispirate a quelle esplose nel vicino Egitto. La risposta del governo è stata quella di respingere la massa di studenti con lacrimogeni e manganelli all’ interno dei dormitori. Il bilancio degli scontri è pesante. 5 feriti ed un morto, Mohammed Abdelrahman. I compagni già lo definiscono un martire su facebook nel gruppo 'Youth for Change', che conta più di 16.000 membri e che chiede di porre fine al governo del presidente Omar Hassan al-Bashir.

Il risveglio africano. Dopo Tunisia ed Egitto è la volta del Sudan. Non è un caso che tali sollevazioni stiano avvenendo nello stesso momento. Per secoli queste terre sono state cardini di un impero immenso e glorioso come quello turco. Anni di repressione hanno fatto crescere nella popolazione quel sentimento di rivalsa che ora esplode in tutta la sua forza. Le nuove generazioni hanno preso coscienza delle catene dittatoriali e con coraggio hanno deciso di spezzarle, rischiando la vita.

Cosa cambia in Europa con queste sollevazioni?

La realtà è che alla maggior parte degli Stati Europei queste sollevazioni non sono gradite, ma anzi incutono timore. Perché molti dei leader a rischio sono filo-occidentali o hanno legami forti con l’ occidente.

Basti pensare che Ben Alì è salito al potere per intercessione di Bettino Craxi e del Sismi(per saperne di più clicca sul link).


Se si considera tutto ciò, è normale che non ci sono stati molti comunicati stampa dei governi occidentali a sostegno dei manifestanti, poiché l’ Europa in questo momento preferisce non esporsi, agendo di sottobanco per partecipare alla ricostituzione della classe dirigente di quei paesi di importanza strategica dal punto di vista economico e militare. Quanto è importante un Egitto amico dell’ occidente in funzione anti-iraniana? Quanti investimenti europei sono stati fatti solo sul Mar Rosso?

L’ Africa, stavolta, fa davvero paura.



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