28 gennaio 2011

Il caso Carlino: Un “palazzinaro” diventato Presidente della commissione regionale per l’ ambiente.

Roberto Carlino è un imprenditore conosciuto esclusivamente a Roma e dintorni, soprattutto grazie ai suoi onnipresenti cartelloni pubblicitari, che recitano lo slogan “non vendo sogni ma solide realtà”, dove sponsorizza le attività nel campo immobiliare e delle costruzioni della propria azienda.

Nel 2008 “scende in campo”, candidandosi nelle file dell’ Udc(il partito di Pier Ferdinando Casini, genero di Francesco Caltagirone, uno dei più noti “palazzinari” di Roma) per le elezioni europee, ma non riesce a farsi eleggere per un pugno di voti.

Il grande sogno di entrare in politica per Carlino si realizza l’ anno seguente, grazie alla vittoria alle regionali della compagine di centro – destra, guidata da Renata Polverini.

Fin qui nulla di strano. Non è certo la prima volta che un imprenditore decide di occuparsi della “cosa pubblica” direttamente. Il vero scandalo sta nell’ incarico che è stato assegnato al noto imprenditore: Presidente della commissione Ambiente e cooperazione tra i popoli del Consiglio regionale del Lazio.

Il conflitto di interessi è evidente (l’ opposizione lo ha giustamente definito “grande quanto una casa”):

"Direi che questa è un'altra perla di questo governo di centrodestra, esempio di come l'amministrazione Polverini immagina le istituzioni che dovrebbero essere al servizio del bene della comunità", sostiene il consigliere provinciale del Pd, Pino Battaglia,

Fabio Nobile, consigliere regionale e portavoce romano della Federazione della sinistra definisce la situazione "preoccupante e ai limiti del paradosso". "Come farà il nuovo presidente - domanda - a conciliare le sue notissime attività economiche nel campo immobiliare e delle costruzioni con la salvaguardia dell'ambiente laziale? Lavorerà per la tutela del territorio o per gli interessi della sua azienda? Avremmo fatto volentieri a meno dell'ennesimo conflitto di interessi, mai come questa volta, grande come una casa".

Pronta la replica dell capogruppo regionale dell'Udc Francesco Carducci:

"A Roberto Carlino vanno le congratulazioni del gruppo regionale dell'Udc. Si tratta di un incarico di grande responsabilità che Carlino, persona competente e preparata, saprà svolgere al meglio, nell'interesse di tutta la collettività. A lui rivolgo i miei più sinceri  auguri  di buon lavoro"

"Vorrei tranquillizzare il capogruppo dei Verdi, Angelo Bonelli, che non c'è alcuna incompatibilità nella nomina di Carlino a presidente della commissione ambiente", la maggioranza ha scelto carlino perché è persona seria e competente. Ricordo anche che, in passato, in qualità di consigliere regionale, è stato componente della commissione urbanistica, lavorando sempre in maniera trasparente nell'interesse dei cittadini con riconoscimento unanime del suo operato".

In un paese civile si sarebbe subito gridato allo scandalo. In un paese civile non sarebbe mai stato neanche proposto questo incarico a Carlino. In un paese con una coscienza politica l’ imprenditore avrebbe rifiutato la poltrona per paura delle reazione popolare. In un paese libero questa notizia avrebbe avuto una diffusione maggiore. Ma siamo in Italia, dove il conflitto di interessi è una moda, non un male da perseguire.


4 commenti:

  1. Da non credere eh? Un palazzinaro all'ambiente. Come dire un pedofilo maestro d'asilo, un ladro direttore di banca, un omofobico presidente dell'arcigay. In un Paese del genere non mi stupirei se il Presidente del Consiglio fosse un corruttore di giudici, mafioso, imprenditore d'arrembaggio, evasore, acquirente di beni tramite banche off shore e paradisi fiscali, pedofilo, organizzatore di festini a base di sesso e cocaina, stupratore delle istituzioni repubblicane, sdoganatore di fascisti, piduista, esaltatore dei più grandi dittarori del momento (da Gheddaffi a Putin, senza contare Lukashenko, Nazarbayev fino ad arrivare a Ben Ali, appena cacciato a sassate dai tunisini, e Mubarak, che sta per fare la stessa fine e del quale si è scopato la nipote). Oh, cazzo, ma ci vivo in un Paese del genere! Orwell, come d'altronde Huxley e Zamjatin non avevano idea di quello che media e politica possono creare.... (A proposito, leggiti "Il mondo nuovo" di Huxley, è geniale).

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  2. Cmq bella Mattè, so Diego... un abbraccio.

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  3. Infatti queste contraddizioni proprio non le capisco. Ed alla fine questa vicenda deve far capire che Berlusconi non è l' unico problema dell' Italia(anche se è un problema grosso). Il mondo nuovo di Huxley l' ho letto per la prima volta 7 anni fa ed è uno dei miei libri preferiti insieme a 1984. Volevo leggere anche "Noi" di Zamjatin ma non riesco mai a trovarlo in libreria. Però in compenso trovo sempre l' ultimo libro di Bruno Vespa. Che bello!!

    p.s. se vuoi farti due risate sulla situazione tunisina ti consoglio questo articolo che ho scritto alcuni giorni fa:

    http://matteozinanni.blogspot.com/2011/01/c-e-l-italia-dietro-ai-23-anni-di.html

    La realtà è che non abbiamo capito una ceppa. Dovevamo essere di destra, entrare nel Pdl, cosi carriera e donne erano assicurate!!!

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