23 dicembre 2010

Officina Futura(PDL) manifesta in favore del ddl Gelmini

Una delegazione di Officina Futura  ha violato la zona rossa, organizzando un flash mob per esprimere il proprio sostegno alla riforma Gelmini, senza risparmiare alcune critiche al progetto di legge. “Armati” di cartelli(“Sì alla riforma Gelmini”, “No all’università dei Baroni”, “No ai tagli alla ricerca”, “Sì al dialogo con gli studenti”, “Sì alla libertà di manifestare”, “No alle diffide per i manifestanti”, “Largo ai giovani”)e maschere bianche, hanno distribuito “bombe alla crema” in risposta alle bombe carta esplose dai manifestanti il 14 dicembre scorso.  Le dichiarazioni di due dirigenti di Officina Futura, Jessica De Napoli e Holljwer Paolo:

“Questa Riforma è un buon punto di partenza, contro le baronie universitarie e per razionalizzare le risorse e eliminare gli sprechi. Però, rimane di fondamentale importanza aprire un confronto con gli studenti, affinché questa Riforma sia effettivamente partecipata e frutto di un percorso di dialogo condiviso. Proprio per questo ci aspettiamo che sia innanzitutto ridiscussa la questione legata ai fondi per la ricerca che rischiano di essere insufficienti rispetto agli ambiziosi obiettivi della Riforma. Chiediamo al Governo un impegno concreto per dedicare un investimento economico più importante all’università e alla ricerca che rappresentano il futuro della nostra nazione. Abbiamo deciso di scendere in piazza oggi per lanciare un segnale ai giovani di destra che devono tornare a essere protagonisti del movimentismo e del dibattito studentesco. Oggi, infine, siamo in piazza per ribadire il diritto alla libertà di manifestare e la nostra totale contrarietà alla proposta di istituire le diffide per i manifestanti”

Sinceramente nelle richieste delle due manifestazioni non trovo molte differenze. A mio parere l’ unica differenza sta nella fiducia che le due controparti hanno verso il Governo. Infatti se togliamo il cartello “Si alla riforma Gelmini”, tutti gli altri potevano essere benissimo esposti anche nella manifestazione partita dall’ università La Sapienza. Importanti e lodevoli le dichiarazioni del movimento che si dissociano dalla proposta di istituire diffide per i manifestanti(pratica che avrebbe poco a che vedere con il processo democratico)e che difendono il diritto di manifestare il proprio dissenso. Segno che la base politica di questo paese e le nuove generazioni, sia di destra che di sinistra, hanno una valenza superiore alla classe politica che risiede nel palazzo(sia che si parli di Gasparri o di d' Alema).





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