20 dicembre 2010

Banca d’ Italia: il 10% delle famiglie italiane possiede il 45% della ricchezza nazionale.

Ecco i dati contenuti nel rapporto su "La Ricchezza delle famiglie italiane" redatto dalla Banca d’ Italia in questi giorni.

- Il 10% delle famiglie italiane possiede il 45% della ricchezza complessiva(significa che 1/10 della totalità possiede quasi la metà della ricchezza nazionale)

- Il debito complessivo delle famiglie italiane aumenta, anche se rimane comunque inferiore all’ ammontare dei debiti delle famiglie straniere.

- Il debito è rappresentato per il 41% da mutui per la casa.

- Le famiglie italiane sono più povere. Tra il 2007 e il 2008 la loro ricchezza è calata del 3,5% a prezzi correnti e del 6,5% a prezzi costanti.

- La ricchezza netta complessiva è aumentata tra la fine del 2008 e la fine del 2009 di circa l’1,1%, per effetto di un aumento del valore delle attività finanziarie (2,4%) superiore a quello delle passività (1,6%); le attività reali hanno registrato un rialzo più lieve (0,4%).


Fondamentalmente la crisi non ha comportato una diminuzione della ricchezza complessiva nazionale ma ha semplicemente determinato una sua redistribuzione tra le classi sociali determinando un elevato grado di concentrazione della ricchezza stessa. Non è assolutamente vero quando si dice che tutti sono stati colpiti dalla crisi.  In realtà solo le classi più povere hanno subito i duri effetti della recessione.

Si sta verificando un’ assottigliamento della classe media, duramente colpita dalla crisi.

La solidità finanziaria delle banche e delle famiglie è dipesa sia dalle stringenti garanzie imposte per la concessione di prestiti bancari a privati, sia da una diffusa cultura italiana antidebito(più forte nel sud del paese). Se la rigidità delle banche ha evitato il crollo del sistema bancario e finanziario italiano, questa comporterà l' impossibilità per le generazioni future di poter richiedere mutui (quindi comprare una casa). Gli arcaici costumi favorevoli al risparmio stanno scomparendo, lasciando il posto all' indebitamento sfrenato e alla cultura delle "rate".

Il “mattone” risulta come sempre la principale fonte di investimento(e di indebitamento)delle famiglie italiana.


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