25 novembre 2010

Gioventù violenta: gli studenti osano difendersi con scudi di cartone

In Italia 2° giorno di manifestazioni per le organizzazioni studentesche. Una marcia civile e pacifica contro la riforma Gelmini. Occupati atenei, strade, scuole e monumenti in tutta Italia. Non si sono visti quei “violenti” che dovrebbero essere presi a manganellate, descritti da Emilio Fede, solo uomini e donne che volevano ribadire un loro sacrosanto diritto. Gridare al Parlamento, alla Nazione, al Mondo di voler essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che riguardano il loro futuro.  L’ unica risposta delle istituzioni? Un cordone di poliziotti intorno al corteo per difendere gli onesti cittadini da pericolosi criminali, armati di bacchette, tamburi, ombrelli e scudi di cartone. Polizia che ha ingiustamente subito gli insulti che invece dovrebbero essere rivolti esclusivamente alla politica, unica vera artefice di questa crisi sociale ed economica. Di seguito la lista scritta dai lavoratori universitari(RdB USB Università) contrari al DDL Gelmini, che hanno partecipato uniti e compatti alla protesta.

1. perché umilia il ruolo e la dignità del lavoro tecnico-amministrativo, espellendo il personale dal diritto a essere rappresentati negli organi accademici

2. perché affidando l'Università Pubblica al rettore e ai suoi “esperti” la consegna a una casta che porta la responsabilità della crisi dell'Università

3. perché ridimensionando e smantellando didattica, ricerca e servizi dell'Università Pubblica nega il diritto allo studio, impedisce la mobilità sociale, disconosce il merito, favorisce la "fuga dei cervelli " e mette a rischio il futuro di chi resta

4. perché se il merito consiste nel riconoscere più fondi agli atenei virtuosi si fanno pagare ai lavoratori, agli studenti, ai precari le colpe di quanti hanno malgovernato gli atenei e le conseguenze delle politiche dei tagli

5. perché sancisce la definitiva trasformazione dell'Università Pubblica in fabbrica della precarietà per intere generazioni di figli dei lavoratori

6. perché precarizza il lavoro tecnico-amministrativo o direttamente o attraverso appalti, esternalizzazioni, fusioni, federazioni di atenei, costituzione di fondazioni, ridimensionamento di corsi, sedi, strutture, didattica, ricerca, servizi, ecc. ecc.

7. perché la riduzione della spesa pubblica attraverso lo smantellamento e la privatizzazione di Scuola, Sanità, Università, Ricerca, Previdenza ecc. non porta al risanamento dei conti pubblici e nemmeno a migliori servizi per i cittadini ma solo potere e profitti a bancarottieri, imprenditori senza scrupoli, politicanti trombati, caste impunite

8. perché devono essere ritirati i tagli ai bilanci prima della discussione di una vera riforma condivisa dalla comunità universitaria che faccia dell'Università italiana una Università Pubblica, Libera e Aperta.



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